Fino a prova contraria.

RoundFino a prova contraria.

Fino a prova contraria.

Questa potrebbe essere una “recensione” del film Fino a prova contraria di Clint Eatswood del 1999 o anche quello del 2013 diretto da Atom Egoyan, Devil’s Knot – Fino a prova contraria. Cambiando medium potrebbe anche essere un riferimento all’ultimo libro di Annalisa Chirico che porta proprio questo titolo: Fino a prova contraria – Marsilio 2018.

Le suggestioni e le considerazioni, affrontate da angolazioni diverse e con sensibilità diverse dagli autori citati, ci riportano ad una questione oggi assai delicata. Una questione che coinvolge un po’ tutti gli ambiti della società e che condiziona fortemente la tenuta democratica e la convivenza civile di una comunità.

Possiamo sintetizzarla citando Annalisa Chirico.

Viviamo nell’era della post verità. Addio fatti, contano opinioni e umori: a prevalere è la carica emozionale degli annunci, la forza persuasiva delle opinioni, quand’anche fossero palesemente infondate, false, inventate.

Il dibattito sul dilagare della post verità, sull’influenza che i social media hanno nell’affermarsi di convinzioni totalmente slegate dall’analisi dei dati che descrivono i fenomeni e le dinamiche sociali, è acceso, ma purtroppo non riesce a produrre inversioni di tendenza significative.

L’appello di Roberto Saviano: “Rompiamo il silenzio contro la menzogna” va, a mio avviso raccolto. La verità – anzi le verità – devono tornare ad essere affermate sulla base di un dibattito aspro, ma basato su dati di fatto e non su dichiarazioni basate su una retorica spicciola e su fiumi di cinguettii da social network.

È un processo più faticoso, ma la DEMOCRAZIA lo richiede.

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